April 23, 2008

Il Movimento No Global è “ritualistico” nel senso individuato fin dal lontano 1983 da Guenther Anders (da Guenther Anders, non da Costanzo Preve!). Da circa due decenni le manifestazioni ritualizzate sono tutte eguali, e rappresentano una forma particolarmente degradata di “cerimonialità impotente istituzionalizzata”.

Al centro bandieroni della pace lunghi quaranta miglia, secondo il principio delle bandiere delle squadre di calcio. Poi un immenso corteo salmodiante con giovani dipinti, eccentrici su trampoli, famigliole con bandierine, coppiette alla Peynet, ceto politico esibizionista in prima fila, preti progressisti, extracomunitari pittoreschi. Ai lati del corteo è sempre previsto un dramma satiresco che si compie a fianco della commedia, basato su giovani in passamontagna con il casco da motociclista che spaccano vetrine ampiamente assicurate ed improvvisano passi da break-dance con loro coetanei a reddito minore vestiti da poliziotti catafratti, mentre il ceto politico esibizionistico ufficiale ripete il mantra per cui “non c’entrano nulla con il movimento”. Curioso, visto che si muovono ancora più veloci degli altri.

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