December 15, 2009

non è un segreto, non è un segreto.

haveyoueverseenthebrain:

Che figata, ho un po’ di tempo per scrivere un post che vada oltre le dieci righe. Un po’ di tempo nel senso che ho complessivamente molto tempo, se ne avessi davvero soltanto un po’ non lo dedicherei di certo a fare ciò che sto facendo, ovvero inventarmi qualcosa da scrivere qui sopra che superi le dieci righe. Avendo molto tempo, posso permettermi di sprecarne un po’ senza uscirne penalizzata. Non che faccia cose utili, normalmente, ma non fare quello che dovrei fare e pensare che non lo stia facendo mi impedisce di scrivere un post che vada oltre le dieci righe. Anch’io ho una coscienza, anche se si comporta in modo strano; stare con le mani in mano senza fare nulla è molto meno disonorevole che fare qualcosa che non sia ciò che dovrei fare, secondo lei, ad esempio.
Se penso che qualcuno tra un po’ starà davvero leggendo questa roba (sì, esatto, tu. Ciao.) mi viene un po’ da ridere. Ogni tanto provo a immaginarmi cosa possa spingere qualcuno a venire a leggere quello che scrivo qui: per lo più finisco con l’immaginarmi che siate tutti innamorati di me in segreto. Se siete lettori affezionati e volete farmi sapere cosa vi spinge, o se volete passare dallo stato “innamorato segretamente” allo stato “innamorato dichiaratamente”, mandatemi pure un’email. Sto scherzando, non azzardatevi a farlo.
Ma indirizziamo questo intervento da qualche parte. Oggi mi hanno ripetuto per l’ennesima volta che dovrei iniziare a fumare. La gente mi vuole male, non è una novità. Più che altro, oltre a volermi male, alcune persone vedono esteticamente bene una sigaretta incastrata tra le mie lunghe dita nodose. Per fortuna, io non sono una di quelle persone. Non ho mai capito il fascino della sigaretta, e non ho mai capito perché parecchia gente ritenga che sia affascinante. Io non ci vedo nulla di affascinante, ma in compenso ci vedo molto di cancerogeno e puzzolente. E quando qualcuno che ho appena conosciuto mi chiede un po’ sorpreso “Ah, non fumi?”, rispondo “No, mi fa schifo” per tagliare corto ed apparire burbera, ma risponderei, se ne avessi voglia, “No, la sigaretta nella mia testa rappresenta un’abitudine che deriva dall’emulazione e dalla voglia di apparire, crea occasioni di sterile socializzazione, comporta un sacco di fastidi di cui non ho affatto bisogno, comporta dei presunti piaceri di cui ho ancora meno bisogno e mi farebbe diventare uno squallido stereotipo. E se questa domanda era un modo per farmi intendere che ho i denti un po’ gialli, vai pure a fare in culo”. Chissà perché non sono considerati altrettanto fichi o okay altri pessimi vizi, come buttare le cartacce per terra, per esempio. “Hey scusa, non è che hai una cartaccia per me?”, “No guarda, mi spiace, era l’ultima”. “Hey scusa, non è che hai una merendina per fare una cartaccia?”. Già, quanto sono fastidiosi quei fumatori che quando ti chiedono una sigaretta o una cartina, e tu rispondi che no, non hai la sigaretta o la cartina, si allontanano stizziti e ti odiano palesemente, perché sicuro-sicuro hai mentito e in realtà la sigaretta o la cartina l’avevi e sei una vera merda. Come se poi uno fosse obbligato a dare sigarette a chiunque per un qualche spirito cameratista tra fumatori.
Va beh, le dieci righe direi che le ho ampiamente superate. Ricordatevi, ragazzi, il fumo nuoce gravemente all’opinione che nutro nei vostri confronti (non così gravemente, in fondo, ma se la mia opinione nei vostri confronti non è delle migliori darà il colpo di grazia). E dato che siete innamorati di me in segreto, di certo ve ne importa.

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