eppure continui a starle accanto, a farti portare in posti e situazioni in cui non ti infileresti mai volontariamente, solo per stare con lei. subisci la tortura di vederla ogni giorno, di averla vicino, di vedere il suo collo e non poterlo accarezzare come vorresti, di stare a trenta centimetri da lei, stesi a pancia in giù nel suo letto a guardare film, sapendo che tutto quello che farete sarà, beh, vedere film. di passare le serate a covare fastidio a ogni messaggio che invia sorridente a qualche stronzo, sollevando a metà lo sguardo per cercare le parole giuste. sei un idiota, e lo sai. e lei che ti parla di quelli con cui esce. che ha incontrato. con cui vorrebbe stare (come se non potesse scegliere chi vuole). e tu a masticare amaro e a numerarli. non li chiami luca, giorgio, vittorio. li chiami numero uno, due, tre. classificarli numericamente te li fa vedere come cose passeggere, meno pericolose. perchè hai una paura cane che anche quel niente che vi unisce finirà.
di cosa si parla quando si parla d’amore, secondo uppsala derail service (sono un po’ emo ultimamente)
2 years ago