November 2, 2009
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October 20, 2009
io non capisco come e perché i cani godano di tutta questa popolarità (anche a scapito dei gatti). io lo capisco che la natura umana è narcisista, sempliciotta e forse influenzata da un eccesso di autostima, e che quindi il cane piaccia di più perché ti fa le feste, è felice di vederti al punto di pisciarsi addosso e vive o muore per una tua parola, però cristo. il cane PUZZA. il cane annusa e mangia la merda degli altri cani. avete mai dovuto lavare il vostro cane perché si era rotolato in una carogna? io sì. il cane mette il muso ovunque, lecca ovunque, e poi vi fa gli occhioni mogioloni e viene a leccarvi la faccia. e quando il cane caga si deve raccogliere la sua cacca con una bustina e buttarla nella spazzatura, sentendo quella splendida sensazione di morbido e caldo dentro la mano attraverso la sempre troppo sottile plastica della busta. ne vogliamo parlare? i gatti la fanno nella loro lettierina, che si pulisce con una palettina, e nessuno si sporca e deve tenere merda in mano. insomma. in più i cani sono animali con una socialità basata sull’annusarsi reciprocamente il culo, ci rendiamo conto? e poi, questa storia dell’assoluta e disperata dipendenza da te. del BISOGNO di te. del dover uscire di casa tre volte al giorno. la mia impressione è stata che un cane sia l’equivalente di un figlio che non cresce mai. un incubo. levatacce tutte le mattine, richieste continue di attenzione e amore, e nemmeno regalargli un motorino può risolvere. terribile.
alla fine anche gagrito capisce che i cani sono bestie di merda.
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October 5, 2009
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October 4, 2009
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September 29, 2009
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September 26, 2009
eppure continui a starle accanto, a farti portare in posti e situazioni in cui non ti infileresti mai volontariamente, solo per stare con lei. subisci la tortura di vederla ogni giorno, di averla vicino, di vedere il suo collo e non poterlo accarezzare come vorresti, di stare a trenta centimetri da lei, stesi a pancia in giù nel suo letto a guardare film, sapendo che tutto quello che farete sarà, beh, vedere film. di passare le serate a covare fastidio a ogni messaggio che invia sorridente a qualche stronzo, sollevando a metà lo sguardo per cercare le parole giuste. sei un idiota, e lo sai. e lei che ti parla di quelli con cui esce. che ha incontrato. con cui vorrebbe stare (come se non potesse scegliere chi vuole). e tu a masticare amaro e a numerarli. non li chiami luca, giorgio, vittorio. li chiami numero uno, due, tre. classificarli numericamente te li fa vedere come cose passeggere, meno pericolose. perchè hai una paura cane che anche quel niente che vi unisce finirà.
di cosa si parla quando si parla d’amore, secondo uppsala derail service (sono un po’ emo ultimamente)
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September 21, 2009
Subsequent analysis of the flask material and dust has shown that the magnetite was transformed into the red mineral hematite, through a completely mechanical process without the presence of water at any stage of this process.
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August 28, 2009

In theoretical physics, an Alice universe is a hypothetical universe with no global definition of charge. What a Klein bottle is to a closed two-dimensional surface, an Alice universe is to a closed three-dimensional volume. The name is a reference to the character in Lewis Carroll’s children’s book, Alice Through the Looking-Glass.

An Alice universe can be considered to allow at least two topologically-distinct routes between any two points (it is doubly connected), and if one connection (or “handle”) is declared to be a “conventional” spatial connection, at least one other must be deemed to be a non-orientable wormhole connection.

Once these two connections are made, we can no longer define whether a given particle is matter or antimatter. A particle might appear as an electron when viewed along one route, and as a positron when viewed along the other. If we define a reference charge as nominally positive and bring it alongside our “undefined charge” particle, the two particles may attract if brought together along one route, and repel if brought together along another - the Alice universe loses the ability to distinguish between positive and negative charges, except locally.

As with a Möbius strip, once the two distinct connections have been made, we can no longer identify which connection is “normal” and which is “reversed” — the lack of a global definition for charge becomes a feature of the global geometry. This behaviour is analogous to the way that a small piece of a Möbius strip allows a local distinction between two sides of a piece of paper, but the distinction disappears when the strip is considered globally.

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August 24, 2009
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August 18, 2009
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